11/06/2026 | Prodotti

Ripresa di getto nel calcestruzzo armato: come garantire la continuità strutturale

La ripresa di getto è l’interfaccia tra due strati di calcestruzzo gettati in momenti differenti. Si forma ogni volta che un getto viene interrotto (per ragioni organizzative, logistiche o progettuali) e poi ripreso su un supporto già parzialmente o completamente indurito. Tecnica inevitabile in cantieri complessi, costituisce al tempo stesso uno dei punti più vulnerabili dell’intera struttura: un piano di discontinuità con resistenza meccanica ridotta rispetto al calcestruzzo monolitico, una via preferenziale per le infiltrazioni e un fattore critico per la durabilità delle armature. 

 

Perché le riprese di getto sono un punto critico nelle strutture in calcestruzzo 

La debolezza strutturale di una ripresa di getto nasce da un fenomeno di superficie che si attiva non appena il primo strato di calcestruzzo inizia il processo di presa: la formazione del cosiddetto “lattime. Si tratta di uno strato superficiale ricco di acqua, particelle fini di cemento e impurità, che migra verso l’esterno (tipicamente verso l’alto) durante la posa in opera e vibrazione del calcestruzzo. Al termine dell’indurimento, il lattime rimane sottoforma di una pellicola friabile, a bassa resistenza meccanica e scarsa adesione al supporto. Se il secondo getto viene eseguito senza rimuovere questa pellicola, l’aderenza interfacciale tra i due strati dipende da un materiale intrinsecamente debole. 

Le conseguenze si manifestano su più livelli: 

  • Resistenza a taglio ridotta; l’interfaccia non trasferisce le tensioni tangenziali con la stessa efficienza del calcestruzzo monolitico. Nelle travi, nei pilastri e nelle solette soggette a carichi variabili, questa carenza può incidere in modo significativo sul comportamento globale dell’elemento strutturale. 
  • Resistenza a trazione ridotta all’interfaccia; una zona di giunzione mal preparata cede prima del calcestruzzo circostante sotto carichi di trazione o flessione, con rotture localizzate che seguono il piano della ripresa. 
  • Percorso preferenziale per le infiltrazioni; l’interfaccia discontinua crea un piano di permeabilità maggiore rispetto al calcestruzzo compatto. L’acqua penetra, trasportando con  agenti aggressivi (cloruri, solfati, ecc.…), avvia la corrosione delle armature e, in presenza di cicli gelo-disgelo, provoca il distacco progressivo tra i due strati. 
  • Degrado differenziale nel tempo; le variazioni termiche e il ritiro differenziale sollecitano in modo particolare le zone di discontinuità, accelerando la formazione di fessure lungo il piano di giunzione. 

Queste criticità non agiscono in modo isolato: la riduzione dell’aderenza, la permeabilità aumentata e la concentrazione delle tensioni si alimentano a vicenda, accelerando il deterioramento dell’intera zona di giunzione. I segni di questo deterioramento tendono a manifestarsi con ritardo rispetto alla costruzione, quando il danno ha già raggiunto le armature o si è propagato ad altri elementi strutturali. 

riprese di getto

Come preparare correttamente il supporto per una ripresa di getto 

La preparazione del supporto condiziona l’esito di qualsiasi prodotto applicato successivamente. Un promotore di adesione o un primer epossidico stesi su una superficie mal trattata non recuperano il deficit di aderenza: per questo la sequenza operativa durante l’applicazione conta quanto la scelta del prodotto. 

I passaggi corretti per preparare una ripresa di getto sono i seguenti: 

  • Rimozione del lattime superficiale; viene generalmente eseguita con metodi meccanici quali la scarifica, la fresatura, la sabbiatura o l’idroscarifica), a seconda dello spessore del lattime e dello stato del supporto. La scarifica meccanica è la tecnica più diffusa nei cantieri di nuova costruzione; l’idroscarifica ad alta pressione, invece, è preferibile quando si vuole aprire la porosità superficiale senza generare microfessure da impatto (“tecnica selettiva”). 
  • Conseguimento di una rugosità superficiale adeguata; la superficie trattata deve presentare un profilo rugoso sufficiente a garantire un aggrappo meccanico al secondo strato. I Prodotti e Sistemi conformi alla norma EN 1504 richiedono scabrezze superficiali nell’ordine di 1,5-2 mm di profilo medio (Rt). Superfici lisce o vetrificate non sono accettabili per nessuna categoria di prodotto di collegamento. 
  • Pulizia completa della superficie; dopo la scarifica, il supporto deve essere liberato da polveri, residui di distaccante, oli e qualsiasi contaminante. La rimozione avviene con aria compressa o aspirazione, prima dell’applicazione di qualsiasi prodotto. 
  • Saturazione della superficie (condizione SSA); per promotori di adesione a base cementizia il supporto va portato alla condizione “Satura a Superficie Asciutta” (SSA), caratterizzata dalla completa saturazione dei pori ma dalla assenza di acqua stagnante in superficie. Un supporto troppo asciutto sottrae acqua al Prodotto cementizio, compromettendone il corretto sviluppo delle prestazioni, mentre la presenza di acqua libera altera localmente la composizione prodotto (rapporto a/c) e riduce l’adesione a causa della formazione di “lenti” d’acqua. Per i primer epossidici vale invece la regola inversa: il supporto deve essere asciutto secondo le specifiche del produttore. 
  • Verifica delle condizioni ambientali; la temperatura del supporto non deve scendere sotto i 5°C né superare i 35°C durante l’applicazione. Umidità relativa dell’aria e presenza di condensa sono variabili da monitorare, soprattutto in ambienti confinati o in presenza di escursioni termiche significative tra giorno e notte. 
  • Rispetto dei tempi di intervento; ogni prodotto promotore di adesione ha una finestra di lavorabilità entro cui il secondo getto deve avvenire (spesso indicata con il termine “tempo aperto”). Superata questa finestra, il prodotto ha già avviato la presa o la reticolazione e non esercita più la funzione di ponte tra i due strati. 

La norma UNI EN 1504-10, relativa all’applicazione in sito dei prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione del calcestruzzo, definisce i requisiti di preparazione del supporto da rispettare prima di qualsiasi intervento con prodotti del sistema EN 1504, inclusi quelli per la giunzione tra strati. 

 

I prodotti che garantiscono la tenuta 

Una volta preparato il supporto, la scelta del prodotto di collegamento tra i getti dipende dal contesto applicativo: tipo di struttura, condizioni ambientali, prestazioni attese all’interfaccia e compatibilità con il materiale del secondo getto. Le tre categorie principali operano con meccanismi diversi e hanno ambiti d’uso distinti. 

Promotori di adesione 

Sono prodotti formulati per migliorare l’aderenza tra il calcestruzzo indurito e il nuovo strato da applicare, creando uno strato di transizione ottimale e buona compatibilità chimica con entrambi i materiali. 

Il meccanismo d’azione combina l’ancoraggio meccanico, grazie alla penetrazione del prodotto nelle porosità superficiali, con l’aderenza chimica favorita dai polimeri che aumentano la coesione interfacciale. Il promotore viene generalmente applicato a pennello o a rullo sulla superficie, e il getto successivo deve avvenire entro la finestra di lavorabilità del prodotto, prima dell’inizio della sua presa. 

I contesti d’uso preferenziali includono le riprese di getto in strutture verticali (pilastri, pareti, muri di contenimento), elementi orizzontali soggetti a carichi dinamici e negli interventi di ripristino con malte cementizie. Nell’ambito del consolidamento di pavimentazioni in calcestruzzoil promotore di adesione è spesso il primo strato di un sistema che prevede successivamente un betoncino o una malta strutturale (EN 1504-3). 

Primer epossidici 

Un primer epossidico è un prodotto bicomponente a base di resine epossidiche che, miscelate con l’”attivatore”, reticolano formando uno strato ad alta resistenza meccanica e chimica. A differenza dei promotori di adesione, i primer epossidici formano un vero e proprio film rigido che funge da strato di collegamento tra il supporto e il materiale applicato in un secondo momento (parliamo di vero e proprio “incollaggio” strutturale). 

Offrono resistenza a trazione, resistenza chimica e capacità di lavorare su supporti con scarsa porosità superficiale o in condizioni ambientali che limiterebbero l’efficacia di un  

promotore di adesione tradizionale. I contesti d’uso preferenziali comprendono le giunzioni strutturali ad alte prestazioni, gli interventi su calcestruzzo carbonatato o contaminato e i sistemi di ripristino in cui lo spessore del secondo strato è ridotto.  

Boiacche di ripresa 

La boiacca è una miscela fluida di cemento, acqua e additivi (spesso con aggiunta di polimeri) applicata a pennello o a spruzzo sulla superficie del primo getto appena prima di stendere il secondo strato. A differenza delle altre due categorie, non forma uno strato autonomo: viene inglobata dall’avanzata del calcestruzzo fresco, che ne assorbe i componenti cementizi. 

L’impiego più comune riguarda le solette, i massetti e gli interventi di consolidamento delle pavimentazioni in calcestruzzo dove si vuole garantire la monoliticità tra uno strato esistente ed uno nuovo senza interposizione di connettori rigidi. 

primer epossidico

Ripresa di getto: una variabile strutturale, non un dettaglio di cantiere 

Le riprese di getto determinano la continuità e la durabilità di interi elementi strutturali. La preparazione del supporto, la scelta del prodotto di collegamento ed il rispetto delle finestre temporali operative sono variabili interdipendenti che richiedono lo stesso rigore riservato al mix design del calcestruzzo o al progetto delle armature. 

Una ripresa eseguita correttamente determina un comportamento monolitico della struttura nel suo complessoSe mal eseguita, invece, introduce nella struttura un punto debole che “cede prima degli altri elementi strutturali, spesso in modo non visibile fino a quando il dissesto è già avanzato. 

Per chi vuole approfondire le soluzioni disponibili per le riprese di getto e, più in generale, per ripristini e consolidamenti strutturali, la sezione Prodotti di General Admixtures raccoglie l’intera gamma di prodotti, malte tecniche, additivi e sistemi sviluppati per rispondere ad ogni esigenza progettuale e di cantiere. Per le riprese di getto, visita le pagine relative ai promotori di adesione della linea GRAB ed ai primer epossidici della linea EPOXY PRIMER. 

 

 

Le domande più frequenti 

 

Cos’è una ripresa di getto nelle strutture in calcestruzzo armato? 

La ripresa di getto è il piano di contatto che si forma tra due strati di calcestruzzo gettati in momenti diversi. Si configura ogni volta che un getto viene interrotto per ragioni organizzative, logistiche o progettuali e poi ripreso su un supporto già parzialmente o completamente indurito. Con una corretta preparazione del “supporto” la scelta di prodotti adeguati, la zona di giunzione raggiunge prestazioni, meccaniche e di durabilità, paragonabili a quelle del calcestruzzo monoliticoIn assenza di un trattamento adeguato, la ripresa di getto diventa il punto più vulnerabile dell’intera opera, con effetti diretti sulla resistenza meccanica e sulla durabilità della struttura. 

Perché il lattime superficiale è un problema nelle riprese di getto? 

Durante la posa in opera e la vibrazione del calcestruzzo, acqua, fini di cemento ed impurità migrano verso la superficie del getto, formando del lattime superficiale friabile, a bassa resistenza meccanica e poco adeso al supporto. Se non viene rimosso prima di eseguire il secondo getto, l’adesione tra i due strati sarà limitata da questo materiale debole. Le conseguenze sono, pertanto, una riduzione della resistenza a taglio e a trazione nell’interfaccia, un aumento della permeabilità locale e un rischio elevato di corrosione delle armature nel tempo. 

Cosa prevede la norma UNI EN 1504 per le riprese di getto? 

La UNI EN 1504 costituisce il quadro normativo di riferimento per la protezione e la riparazione delle strutture in calcestruzzo, comprese le zone di giunzione tra strati. Per l’incollaggio strutturale, la UNI EN 1504-4 stabilisce i requisiti dei prodotti epossidici di giunzionementre la UNI EN 1504-10 tratta le modalità preparazione del supportoindicando in particolare requisiti precisi di pulizia, rugosità e stato igrometrico. 

Come si prepara correttamente una superficie per una ripresa di getto? 

Prima dell’applicazione dei prodotti di collegamento, la preparazione della superficie del primo getto consiste in: rimozione dello strato di lattime, con scarifica meccanica o idroscarifica ad alta pressione, verifica della rugosità superficiale (profilo Rt nell’ordine di 1,5-2 mm), pulizia completa da polveri e contaminanti, e saturazione del supporto alla condizione SSA (Saturo a Superficie Asciutta). Le condizioni ambientali, tra cui la temperatura del supporto tra +5°C e +35°C e l’assenza di acqua libera in superficie, vanno verificate prima di ogni intervento. Trascurare anche solo un passaggio riduce l’efficacia di qualsiasi Prodotto. 

Quali prodotti sono disponibili per le riprese di getto e il consolidamento delle strutture (es. pavimentazioni)? 

General Admixtures mette a disposizione una gamma completa di malte tecniche e prodotti di sistema per il ripristino strutturale del calcestruzzo: promotori di adesione, primer epossidici, boiacche di ripresa e malte strutturali per ogni contesto applicativo, dalle riprese di getto in strutture verticali al consolidamento di pavimentazioni in ambito industriale. 

#calcestruzzi

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