Sistemi impermeabilizzanti: strategie e materiali per proteggere le costruzioni
La protezione delle strutture in calcestruzzo dall’azione dell’acqua richiede sistemi impermeabilizzanti progettati per rispondere a contesti operativi molto diversi tra loro. In presenza di umidità capillare, spinta idrostatica o cicli climatici complessi, la durabilità del materiale può essere messa a dura prova. Cantieri infrastrutturali, edifici residenziali, opere interrate e vasche di contenimento condividono l’esigenza di mantenere il supporto stabile nel tempo, limitando ingressi d’acqua e processi di deterioramento correlati.
Le tecnologie disponibili offrono approcci distinti: soluzioni integrali che agiscono nel cuore del calcestruzzo, membrane applicate in continuo o sistemi multistrato pensati per aree che richiedono elevate prestazioni di elasticità o protezione da agenti esterni. Ogni metodo nasce per rispondere a specifiche condizioni di esercizio e prevede precisi requisiti di posa, compatibilità e controllo qualità.

Sistemi impermeabilizzanti per il calcestruzzo: caratteristiche e criteri
La progettazione di un intervento di impermeabilizzazione del calcestruzzo richiede un’analisi accurata del comportamento del materiale sia in fase di posa in opera sia durante il suo intero ciclo di vita.
La scelta tra soluzioni da applicare in massa o trattamenti superficiali dipende dal momento dell’applicazione (se in fase di realizzazione o a struttura già ultimata), e dal livello di protezione richiesto.
Nel primo caso, gli impermeabilizzanti per calcestruzzo possono essere aggiunti direttamente in massa per limitare l’assorbimento d’acqua e ridurre la porosità della matrice cementizia. Questo approccio crea una barriera protettiva distribuita nel volume, adatta a platee, fondazioni e opere interrate soggette a pressioni idrostatiche.
Nei casi in cui serva un’applicazione superficiale vengono invece impiegati trattamenti chimici, rivestimenti cementizi modificati o soluzioni cristallizzanti che reagiscono con i composti del calcestruzzo creando microstrutture stabili.
Gli interventi su strutture esistenti richiedono preliminari verifiche su eventuali fessurazioni, distacchi o presenza di umidità residua. Un approccio metodico evita incompatibilità tra materiali e garantisce coerenza tra prestazioni attese e risultati effettivi in esercizio.
Membrane e guaine impermeabilizzanti: soluzioni tradizionali e prestazioni evolute
Le membrane flessibili sono una delle soluzioni più utilizzate nelle impermeabilizzazioni di coperture, platee, fondazioni e superfici esposte ad agenti atmosferici o acque di falda. La scelta della guaina impermeabilizzante deve considerare la natura del supporto, le sollecitazioni previste e le condizioni ambientali in cui l’opera dovrà operare. Le tecnologie disponibili si distinguono in più categorie, ognuna con un comportamento specifico e campi d’impiego ben definiti:
- Membrane bituminose modificate: soluzioni stratificate con buona resistenza meccanica, adatte a coperture tradizionali e opere interrate.
- Membrane sintetiche in PVC, TPO o EPDM: elevate prestazioni in elasticità, durabilità e resistenza ai raggi UV, indicate per superfici ampie come i tetti e le coperture.
- Membrane liquide applicate in continuo: sistemi spruzzati o stesi a rullo che formano uno strato uniforme privo di giunti, utili su geometrie complesse, raccordi e dettagli costruttivi critici.
Ogni tipologia risponde a requisiti tecnici differenti in termini di adesione, sensibilità alle temperature e resistenza alla punzonatura. L’adesione deve essere verificata in funzione del supporto, soprattutto in presenza di umidità residua o materiali non compatibili, valutando l’eventuale impiego di primer.
La selezione del sistema richiede valutazioni oggettive, come la capacità elastica, la stabilità ai cicli termici, la resistenza agli agenti aggressivi e la durabilità nel tempo. Una posa corretta, unita alla gestione accurata dei punti di sormonto e dei raccordi, contribuisce a ottenere un comportamento affidabile e una protezione duratura dell’opera.

Impermeabilizzazioni edili: confronto tra sistemi
Le impermeabilizzazioni edili richiedono una valutazione comparativa delle principali tecnologie disponibili, così da adottare un sistema coerente con le esigenze dell’opera. Le soluzioni in massa (Linee AQUA FOBIC e MICRO–PROOF) offrono un effetto permanente nel volume del calcestruzzo, mentre i rivestimenti (Linee SKIN) risultano adatti alle superfici che richiedono una impermeabilizzazione successiva alla realizzazione dell’opera. Queste membrane costituiscono una protezione esterna continua, disponibile in vari materiali con differenti livelli di elasticità e resistenza.
Un confronto efficace tra i vari sistemi si basa su parametri tecnici verificabili, tra cui:
- pressione idrostatica prevista
- elasticità e Crack-Bridging Ability
- esposizione a cicli di gelo/disgelo
- presenza di agenti chimici aggressivi
- necessità di manutenzione nel ciclo di vita dell’opera
La definizione delle priorità tecniche permette di selezionare il metodo più coerente con il comportamento previsto del supporto e con le condizioni ambientali. Molti errori di progettazione derivano da compatibilità insufficienti tra materiali, preparazione inadeguata del supporto o gestione non corretta dei dettagli costruttivi. Giunti, attraversamenti e raccordi richiedono soluzioni dedicate, spesso integrate con materiali elastici o sigillature specifiche.
Chiudere il progetto con professionalità
La protezione dall’acqua e dall’umidità richiede sistemi impermeabilizzanti selezionati con criteri tecnici chiari e verificabili. Un approccio progettuale completo consente di ottenere interventi coerenti, ridurre i rischi di degrado prematuro e garantire continuità funzionale alle opere nel tempo.
Per approfondire le soluzioni disponibili e le tecnologie più adatte ai diversi contesti applicativi, puoi esplorare la sezione Prodotti di General Admixtures.
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