11/08/2026 | Prodotti

Additivi aeranti: microbolle d’aria contro il gelo

Gli additivi aeranti sono additivi chimici a base di sostanze tensioattive che, durante la miscelazione del calcestruzzo fresco, introducono nella pasta cementizia un sistema controllato di microbolle d’aria, sferiche e distribuite in modo uniforme. Il loro impiego risulta decisivo per le strutture esposte a ripetuti cicli di gelo e disgelo: pavimentazioni stradali, parcheggi scoperti, opere idrauliche e infrastrutture in quota, dove l’acqua penetrata nei pori del calcestruzzo indurito congela, si espande e genera pressioni interne capaci di fessurare la matrice cementizia nel tempo.

La differenza tra un calcestruzzo protetto e uno vulnerabile a questo tipo di degrado dipende in gran parte dalla capacità del materiale di assorbire tali variazioni di volume. Le microbolle introdotte dagli additivi aeranti offrono proprio questo margine di sfogo: riducono il rischio di degrado precoce e allungano la vita utile delle opere esposte a climi rigidi.

 

Il gelo e il disgelo come fattore di degrado del calcestruzzo

Le strutture in calcestruzzo esposte a temperature che oscillano intorno agli 0°C affrontano un fenomeno particolarmente aggressivo per la durabilità del materiale. A ogni ciclo, l’acqua presente nei pori capillari passa dallo stato liquido a quello solido e viceversa, con una variazione di volume legata alla formazione del ghiaccio. Ripetuta decine o centinaia di volte in una stagione fredda, questa oscillazione mette sotto sforzo la matrice cementizia in un modo che il calcestruzzo ordinario, privo di accorgimenti specifici, non riesce a sostenere a lungo.

Il fenomeno riguarda soprattutto le opere all’aperto nelle zone a clima rigido: pavimentazioni industriali e aeroportuali, parcheggi multipiano scoperti, ponti, viadotti, gallerie con imbocchi esposti e opere idrauliche soggette a variazioni di livello dell’acqua. La legislazione individua queste condizioni attraverso le classi di esposizione XF, che distinguono i gradi di aggressività in base al grado di saturazione d’acqua del calcestruzzo e alla presenza di sali disgelanti, particolarmente severi quando combinati con l’azione del gelo. Un calcestruzzo destinato a queste condizioni richiede una progettazione della miscela che tenga conto fin dall’inizio di questo fattore, oltre che dei carichi meccanici previsti in esercizio.

Additivi aeranti per il calcestruzzo

Come agiscono gli additivi aeranti

Tra gli additivi per calcestruzzo, quelli aeranti occupano una posizione specifica: non intervengono sui tempi di presa né sulla reologia della miscela, ma modificano la tensione superficiale dell’acqua d’impasto, favorendo la formazione e la stabilizzazione di microbolle d’aria durante la fase di miscelazione in betoniera.

Il risultato è un sistema di vuoti profondamente diverso da quello che si forma per una compattazione insufficiente. L’aria intrappolata per errori di posa produce bolle irregolari, di dimensioni variabili fino a diversi millimetri, che indeboliscono il calcestruzzo senza offrire alcuna funzione protettiva. L’aria inglobata dagli additivi aeranti, al contrario, è costituita da bolle sferiche, di diametro compreso indicativamente tra 50 e 300 micron, distribuite con regolarità in tutto il volume della pasta cementizia.

Il fattore di spaziatura (spacing factor), cioè la distanza media che l’acqua deve percorrere per raggiungere la bolla più vicina, incide sull’efficacia protettiva quanto la quantità complessiva d’aria inglobata. La letteratura tecnica indica un valore critico intorno ai 200-250 micron; oltre questa soglia, e in particolare superati i 400 micron, la capacità protettiva del sistema di bolle diminuisce in modo sensibile, anche in presenza di un contenuto d’aria totale apparentemente adeguato. La sola misura del contenuto d’aria in fase di getto, per questo motivo, non basta a garantire la prestazione attesa: la qualità della distribuzione conta quanto la quantità.

Un effetto collaterale, generalmente considerato accettabile in fase di progettazione della miscela, riguarda la resistenza meccanica: l’introduzione di aria controllata comporta infatti una modesta riduzione della resistenza a compressione, compensata nella maggior parte dei casi con una riduzione del rapporto acqua/cemento o un lieve incremento del dosaggio di legante.

 

Perché il sistema di bolle d’aria protegge dal ciclo gelo-disgelo

Il meccanismo di protezione si basa su un principio fisico diretto, descritto per la prima volta in modo sistematico dal ricercatore statunitense T.C. Powers: quando l’acqua contenuta nei pori capillari del calcestruzzo indurito congela, il suo volume aumenta di circa il 9%. In un calcestruzzo privo di aria inglobata, questa espansione genera una pressione idraulica che spinge l’acqua non ancora congelata verso l’esterno, lungo percorsi capillari spesso troppo lunghi per scaricare la pressione senza danni. Il risultato è una tensione interna che, ciclo dopo ciclo, produce microfessure, distacchi superficiali e una perdita progressiva di coesione della matrice cementizia.

Le microbolle introdotte dall’additivo aerante interrompono questo meccanismo. Distribuite a intervalli regolari e ravvicinati, offrono all’acqua sotto pressione uno spazio vuoto raggiungibile in tempi brevi, dove l’espansione può avvenire senza generare tensioni significative sulla pasta cementizia circostante. La bolla d’aria funziona, in sostanza, come una camera di espansione: non elimina la formazione di ghiaccio, ma ne rende innocue le conseguenze meccaniche. Accanto alla teoria della pressione idraulica, parte della letteratura tecnica richiama anche un effetto osmotico complementare, legato al movimento dell’acqua tra i pori di diversa dimensione durante il congelamento. Un ulteriore motivo per cui la distribuzione uniforme delle microbolle, e non solo il loro numero, incide sulla prestazione finale.

Un calcestruzzo privo di questa protezione, esposto a ripetuti cicli di gelo e disgelo, manifesta nel tempo una serie di segni di degrado riconoscibili:

  • Distacchi e sfaldature superficiali (scaling), spesso visibili già dopo poche stagioni in ambienti severi
  • Microfessurazioni diffuse nella matrice cementizia, che riducono progressivamente la resistenza meccanica
  • Aumento della permeabilità superficiale, con maggiore ingresso di acqua, sali disgelanti e agenti aggressivi
  • Accelerazione dei fenomeni di corrosione delle armature, nelle strutture in calcestruzzo armato esposte a sali disgelanti
  • Riduzione della vita utile prevista dell’opera, con conseguente anticipo degli interventi di manutenzione o ripristino

 

Durabilità del calcestruzzo e applicazioni pratiche

L’effetto degli additivi aeranti sulla durabilità del calcestruzzo si misura nel tempo, non nelle prime settimane di maturazione. Un calcestruzzo aerante correttamente formulato mantiene inalterate le proprie caratteristiche prestazionali per l’intero ciclo di vita previsto dal progetto, anche in condizioni climatiche che nei paesi alpini e nelle regioni a clima continentale comportano decine di cicli di gelo e disgelo ogni stagione.

Negli impianti che producono calcestruzzi preconfezionati, il dosaggio dell’additivo aerante viene calibrato in funzione della classe di esposizione richiesta dal progetto, della dimensione massima dell’aggregato e delle condizioni ambientali previste in cantiere. Il contenuto di aria inglobata resta generalmente compreso tra il 3 e il 6% del volume totale della miscela, con valori più elevati per gli aggregati di dimensione minore, dove la superficie da proteggere per unità di volume è maggiore.

L’impiego degli additivi aeranti trova applicazione ricorrente in diversi contesti: pavimentazioni stradali e aeroportuali soggette a spandimento di sali disgelanti, parcheggi multipiano scoperti, opere idrauliche con livelli d’acqua variabili, ponti e viadotti nelle aree montane, gallerie con imbocchi esposti alle escursioni termiche esterne. In tutti questi casi, la combinazione tra un rapporto acqua/cemento contenuto, un sistema di bolle d’aria correttamente dimensionato e una cura adeguata del getto costituisce la base tecnica per una durabilità coerente con la vita utile di progetto.

Va inoltre considerata l’interazione con gli altri componenti della miscela: fluidificanti, superfluidificanti e aggiunte minerali possono modificare la risposta del sistema aerante, sia in termini di contenuto d’aria complessivo sia di stabilità delle bolle durante il trasporto e la posa. La dosatura, per questo motivo, va sempre verificata su miscele rappresentative delle condizioni reali di cantiere, con prove specifiche piuttosto che sulla base di valori teorici di riferimento.

Per approfondire le caratteristiche tecniche degli additivi aeranti disponibili e individuare la formulazione più adatta al tuo progetto, puoi consultare gli additivi della linea AIR VOID all’interno della sezione Prodotti del sito General Admixtures.

 

Additivi Aeranti Linea Void

 

Le domande più frequenti

 

Cos’è un additivo aerante e come funziona?

Un additivo aerante è un additivo chimico a base di sostanze tensioattive che introduce nel calcestruzzo fresco un sistema controllato di microbolle d’aria sferiche. Agisce modificando la tensione superficiale dell’acqua d’impasto durante la miscelazione, favorendo la formazione di bolle stabili con diametro tra 50 e 300 micron, distribuite in modo uniforme nella matrice cementizia.

Che differenza c’è tra aria inglobata e aria intrappolata nel calcestruzzo?

L’aria inglobata deriva dall’azione di un additivo aerante: bolle sferiche, piccole e stabili, con funzione protettiva contro il gelo. L’aria intrappolata, al contrario, si forma per compattazione insufficiente durante la posa: bolle irregolari, di dimensioni molto maggiori, che riducono la resistenza meccanica senza offrire alcun beneficio in termini di durabilità.

Quando conviene usare un additivo aerante nel calcestruzzo?

Un additivo aerante diventa determinante ogni volta che la struttura è destinata a climi con cicli ripetuti di gelo e disgelo: pavimentazioni esterne, parcheggi scoperti, opere idrauliche, infrastrutture stradali soggette a sali disgelanti. La classe di esposizione XF individuata in fase di progetto guida il dosaggio corretto.

L’additivo aerante riduce la resistenza meccanica del calcestruzzo?

L’introduzione di aria controllata comporta una modesta riduzione della resistenza a compressione, compensata nella maggior parte dei mix-design con una riduzione del rapporto acqua/cemento o un lieve incremento del dosaggio di legante. Il beneficio in termini di durabilità supera ampiamente questa penalizzazione nei contesti esposti al gelo.

Come si verifica l’efficacia del sistema di bolle d’aria nel calcestruzzo?

La verifica richiede due misure distinte: il contenuto d’aria totale, rilevabile in cantiere con il metodo pressometrico, e il fattore di spaziatura tra le bolle, determinabile su provini induriti tramite analisi microscopica. Un contenuto d’aria nominale conforme non garantisce da solo la prestazione se la distribuzione delle bolle non rispetta i parametri richiesti.

#additivi

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