Normativa CAM in edilizia: cosa cambia nella selezione dei materiali da cantiere
I criteri ambientali minimi (CAM) sono i requisiti che le stazioni appaltanti pubbliche italiane devono applicare nelle procedure di acquisto di beni, servizi e lavori in edilizia, in conformità al D.M. 24 novembre 2025. Nel settore delle costruzioni, fissano soglie misurabili su contenuto recuperato, riciclato o sottoprodotto, impronta di carbonio, durabilità e riduzione/controllo nell’uso di sostanze pericolose per un’ampia gamma di materiali da cantiere; inoltre un inquadramento delle emissioni in ambienti interni (Composti Organici Volatili, VOC). Nati come strumento di Green Public Procurement, stanno progressivamente diventando un riferimento anche nei capitolati privati di scala medio-grande: progettisti, imprese e fornitori si trovano sempre più spesso a dover rivedere i propri processi di selezione e documentazione dei materiali.
Cosa prevede la normativa CAM per il settore delle costruzioni
I criteri ambientali minimi si articolano in due livelli: criteri di base, obbligatori per tutte le stazioni appaltanti soggette al Codice dei Contratti Pubblici, e criteri premianti, che incidono sul punteggio tecnico nelle gare ad offerta economicamente più vantaggiosa. La distinzione non è solo formale: nella pratica, i criteri premianti guidano le scelte di chi vuole posizionarsi meglio nelle gare o anticipare l’evoluzione normativa.
Per le costruzioni, le prescrizioni toccano un ventaglio ampio di categorie:
- materiali da costruzione
- opere provvisionali
- componenti per l’isolamento termico
- sistemi di illuminazione
- arredi per spazi interni
In ciascuna categoria, la normativa CAM fissa requisiti specifici su contenuto di materia recuperata, riciclata o sottoprodotto, durabilità del prodotto e della struttura, riduzione/controllo nell’uso di sostanze pericolose e prestazioni energetiche o ambientali misurabili.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la verifica. I criteri ambientali minimi non si limitano a indicare obiettivi: prescrivono anche gli strumenti di dimostrazione della conformità. Per i prodotti da costruzione i mezzi di prova sono contenuti in certificazioni come, ad esempio, Dichiarazioni Ambientali di Prodotto di Tipo III (EPD) o Certificazione ReMade in Italy®, rilasciate da Organismi Accreditati. Chi specifica materiali deve quindi sapere non solo cosa richiedere, ma anche come riconoscere una documentazione valida da una generica dichiarazione di sostenibilità priva di valore tecnico-legale.
Le soglie percentuali variano per categoria di prodotto. Per aggregati riciclati, materiali cementizi, laterizi e isolanti, il decreto fissa percentuali minime di materiale riciclato o recuperato che il prodotto deve contenere per essere ritenuto conforme. In alcuni casi le soglie sono differenziate in funzione dell’applicazione – strutturale o non strutturale – o dell’area geografica di produzione, con l’obiettivo di ridurre anche l’impatto legato al trasporto.
Per chi gestisce la selezione dei fornitori, adottare una checklist strutturata – con i requisiti richiesti per ciascuna categoria di prodotto e i documenti necessari a provarli – riduce il rischio di non conformità in fase di collaudo o di audit. La verifica preventiva è molto meno costosa di una contestazione a lavori avviati.

Come integrare i CAM nella selezione dei materiali da cantiere
L’applicazione operativa dei criteri ambientali minimi parte dalla lettura del progetto e del capitolato. Quando la commessa è pubblica, la conformità ai CAM è un obbligo contrattuale: in caso di non conformità, le conseguenze possono andare dalla richiesta di sostituzione del materiale fino a penali o esclusione dalla gara. Il primo passo è quindi identificare, categoria per categoria, quali prescrizioni si applicano ai materiali previsti.
Una volta mappati i requisiti, la selezione dei fornitori deve includere una fase di qualifica ambientale. Richiedere la documentazione in anticipo – EPD, certificazioni di contenuto di recuperato, riciclato o sottoprodotto, schede di sicurezza aggiornate, dichiarazioni sulla durabilità – consente di escludere dalla short list i prodotti che non soddisfano i criteri prima ancora di arrivare alla fase d’ordine. Questa verifica preventiva è tanto più utile quanto più il cantiere è soggetto a controlli da parte della stazione appaltante.
Sul piano della gestione del cantiere, l’edilizia sostenibile richiede anche attenzione alla fase di fine vita dei materiali. I CAM includono, per alcune categorie, requisiti sulla disassemblabilità e sul recupero a fine ciclo: materiali progettati per essere separati e riciclati contribuiscono al punteggio dell’edificio nei sistemi di rating e riducono i costi di smaltimento a fine vita.
Per General Admixtures, accompagnare i propri clienti in questo percorso – con documentazione tecnica adeguata, EPD disponibili, Certificazione ReMade in Italy® e supporto nella verifica di conformità – è parte integrante del valore offerto al mercato. Se desideri esplorare le soluzioni disponibili e verificare la documentazione tecnica, la sezione Prodotti del sito è il punto di partenza.
Le domande più frequenti
Cosa sono i criteri ambientali minimi?
I criteri ambientali minimi sono requisiti ambientali stabiliti dal D.M. 24 novembre 2025 che le stazioni appaltanti pubbliche devono rispettare negli acquisti di materiali e servizi per l’edilizia. Definiscono soglie su contenuto di recuperato, riciclato o sottoprodotto, Composti Organici Volatili (VOC), impronta di carbonio e durabilità dei materiali. L’obbligo riguarda gli appalti pubblici, ma la normativa CAM sta diventando un riferimento crescente anche nei capitolati privati di scala medio-grande.
Cos’è un’EPD e perché serve per dimostrare la conformità CAM?
L’EPD (Environmental Product Declaration) è una dichiarazione ambientale verificata da un soggetto terzo accreditato, che quantifica gli impatti di un prodotto sull’intero ciclo di vita: emissioni di CO₂, consumo di risorse, potenziale di acidificazione e altri indicatori. Per molte categorie di materiali da costruzione, la normativa CAM riconosce l’EPD come strumento principale di dimostrazione della conformità. Una semplice scheda tecnica commerciale o Auto-Dichiarazioni, in assenza di verifica indipendente, non è sufficiente.
I CAM si applicano anche ai cantieri privati?
La normativa CAM è obbligatoria negli appalti pubblici. Nei cantieri privati non vige un obbligo di legge generalizzato, ma i criteri ambientali minimi stanno progressivamente entrando nei capitolati di committenti privati strutturati, fondi immobiliari e sviluppatori attenti alla sostenibilità. Inoltre, i sistemi di certificazione degli edifici come LEED, BREEAM e il protocollo ITACA assegnano crediti specifici all’uso di materiali conformi ai requisiti CAM, rendendo il loro rispetto conveniente anche al di fuori degli appalti pubblici.
Come scegliere un fornitore di materiali da costruzione orientato alla sostenibilità?
Un fornitore affidabile in ottica CAM non si limita a consegnare il prodotto: mette a disposizione documentazione tecnica verificabile, come EPD e Certificazioni ReMade in Italy® aggiornate e supporto nella verifica di conformità ai criteri ambientali minimi. General Admixtures accompagna in tal senso imprese edili e applicatori professionali in ogni fase di questo percorso, dalla selezione dei materiali alla gestione della documentazione richiesta in sede di collaudo o audit.
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